Una limpida sera dell'estate 2025, mentre ero in vacanza sul Gargano da un mio caro amico, rimasi colpito dalla luminosità di una stella colore rossiccio. Si trovava nella costellazione dello Scorpione e, ricercando, scoprii il suo nome: ANTARES.

Il nome deriva dal greco antico Άντάρης Antàres e significa "rivale di Ares" (anti-Ares) o "simile ad Ares". Ares è il dio greco Marte e, probabilmente, il nome Antares è dovuto al colore rossastro che ricorda prorio quello del pianeta Marte.

Fig.1 Costellazione dello Scorpione e la stella Antares (foto © internet).

 

Brevemente, voglio condividervi solo alcune considerazioni sui dati scientifici più importanti. Antares appartiene alle stelle di tipo ipergigante o supergigante (rossa, arancio, gialla, blu); tre le maggiori ce ne sono alcune aventi un diametro tale che, se fossero collocate al posto del Sole, i loro strati arriverebbero fino alle regioni periferiche del nostro sistema solare.

Antares è in realtà una stella binaria dell’associazione Scorpius-Centaurus e, ad occhio nudo, appare come una stella singola. L’insieme ha una massa circa 22 volte più grande di quella del Sole e dista circa 550 anni luce dal Sole. È la stella più luminosa della costellazione dello Scorpione. È circa 10.000 volte più luminosa del Sole, perchè la sua luminosità è circa 60.000 volte superiore. Il Sole ha un Raggio di 695.700 km e al suo interno potrebbero entrarci 1.300.000 pianeti terra.

Il raggio di Antares è stimato circa 850 volte quello del Sole, con un diametro di circa 735 milioni di miglia, cioè 1,2 miliardi di km.

Infatti, per avere un’idea, se Antares fosse al centro del sistema solare, al posto del nostro Sole, i suoi strati esterni arriverebbero ad inglobare l'orbita di Giove, compreso il nostro pianeta terra e Marte, così che questi si troverebbero abbondantemente all’interno della stella (Vedi fig.2 e fig.3)... per non parlare di Stephenson 2-18, la stella ipergigante rossa, ad oggi la più grande conosciuta!

Fig. 2 Sistema Solare ((foto © internet).

Fig. 3. Antares in rapporto con l'orbita di Marte. C'è anche il rapporto con la dimensione del raggio del sole  e della stella Arcturus. 

Ecco i parametri stimati dagli astronomi:

• Dimensioni:

Il raggio della stella Stephenson 2-18 è circa 2.150 volte quello del Sole, pari a circa 2,98 miliardi di km, 20.000 volte quello terrestre e, al suo interno, potrebbe contenere 10 alla 16-esima pianeti terra (cioè 10 seguito da 16 zeri). Per avere un’idea, gli astronomi hanno ipotizzato che se la terra fosse un’automobile, questa stella sarebbe grande tre volte Roma.

Luminosità:

Stephenson 2-18 ha anche una luminosità di quasi 440.000 volte quella solare e si trova nella costellazione dello Scudo, a una distanza di quasi 19.000 anni luce da noi.

• Implicazioni:

Se Stephenson 2-18 fosse al centro del nostro sistema solare, la sua fotosfera inghiottirebbe l'orbita di Saturno.

Con dimensioni di questo tipo, quasi inconcepibili per la mente umana, c'è da chiedersi se è davvero credibile che tutto sia nato da un punto primordiale, frutto di un ipotetico Big-Bang?

È scritto nella Parola di Dio:

"I cieli furono fatti dalla Parola del Signore, e tutto il loro esercito dal soffio della Sua bocca. Poiché Egli parlò, e la cosa fu: Egli comandò e la cosa apparve.” (Sl. 33.6,9)

"Venite, guardate le opere del Signore." (Sl.46:8)

"Quanto sono numerose le tue opere, Signore! Tu le hai fatte tutte con sapienza!” (Sl. 104:24).

© Antonio Martino Cicerale

Biologo, Entomologo, Presidente ABC 


segreteria@associazionebiblicacreazionista.it